Il vantaggio di giocare in casa si è ridotto

Il vantaggio casalingo si comprende meglio come un insieme di risultati, non come uno slogan. Una vittoria interna, un pareggio e una vittoria esterna esauriscono tutte le possibilità dell'esito di una partita, mentre la differenza reti mostra quanto fossero distanti le squadre. Usare tutte e quattro le misure impedisce a una sola categoria di sostenere da sola l'intera tesi.

In 3,060 partite completate di stagione regolare, le squadre di casa hanno vinto 1,354 volte, quelle ospiti 949 e 757 gare sono terminate in parità. Le quote sulle dieci stagioni sono rispettivamente 44.2%, 31.0% e 24.7%. Il confronto tra gli estremi è più rivelatore: le vittorie interne sono scese da 135 a 118, le vittorie esterne sono salite da 100 a 110 e i pareggi sono aumentati da 71 a 78.

44.1%
Quota di vittorie interne nel 2015
38.6%
Quota di vittorie interne nel 2024
+0.13
Differenza reti media della squadra di casa nel 2024
Quote degli esiti e differenza reti media della squadra di casa in 306 partite completate di stagione regolare per stagione.
StagioneVittorie interneTasso di vittorie internePareggiTasso di pareggiVittorie esterneTasso di vittorie esterneDifferenza reti della squadra di casa
201513544.1%7123.2%10032.7%0.30
201615049.0%7424.2%8226.8%0.45
201713945.4%8327.1%8427.5%0.41
201813845.1%7323.9%9531.0%0.40
201912340.2%6822.2%11537.6%0.11
202012942.2%8126.5%9631.4%0.32
202114346.7%7323.9%9029.4%0.41
202214547.4%7524.5%8628.1%0.54
202313443.8%8126.5%9129.7%0.40
202411838.6%7825.5%11035.9%0.13

Lo stesso denominatore di 306 partite si applica a ogni riga. Una differenza nelle percentuali riflette quindi una differenza negli esiti, non un cambiamento nel numero di partite su cui è calcolata la media.

Una direzione, diverse oscillazioni

Le prime quattro stagioni mostrano perché una linea di tendenza richiede contesto. Le vittorie interne sono salite da 135 nel 2015 a 150 nel 2016, poi sono scese a 139 nel 2017 e a 138 nel 2018. Le corrispondenti differenze reti interne erano +0.30, +0.45, +0.41 e +0.40. Il vantaggio casalingo era forte, ma non era fisso a un unico livello.

Il 2019 ha segnato la netta rottura nella serie. Le vittorie interne sono scese a 123, quelle esterne hanno raggiunto 115 e la differenza reti media interna è calata a +0.11. È il margine più ridotto nelle dieci righe. Anche i pareggi sono scesi a 68, quindi il cambiamento della stagione è stato soprattutto una redistribuzione verso le vittorie esterne, non un semplice passaggio dalle vittorie alle gare bloccate in parità.

Il 2020 e il 2021 hanno ripristinato parte del divario casalingo: le vittorie interne sono state 129 e 143, mentre il margine è tornato a +0.32 e +0.41. Nel 2022 il margine ha raggiunto il massimo del decennio, +0.54, con 145 vittorie interne. Poi la serie ha cambiato nuovamente direzione: il 2023 ha registrato 134 vittorie interne e il 2024 appena 118.

La Bundesliga non ha perso il vantaggio casalingo; ha perso parte del suo divario.

Questa formulazione corrisponde ai dati. Le vittorie interne sono rimaste la categoria di esito più numerosa nel 2024, ma il loro vantaggio sulle vittorie esterne era di sole otto partite. Nel 2015 il vantaggio era di 35. La distribuzione degli esiti è diventata più equilibrata, anche se la squadra di casa ha continuato a vincere più spesso.

I gol confermano il cambiamento

I gol forniscono una verifica indipendente del conteggio degli esiti. Nel 2015 le squadre di casa hanno segnato 479 gol contro i 387 delle squadre ospiti, con un divario di 92 gol. Il divario è stato di 137 nel 2016 e di 125 nel 2017, poi di 123 nel 2018. Nel 2019 si è ridotto a 34, in linea con il piccolo margine medio della stagione.

Le tre stagioni successive hanno nuovamente ampliato il divario: 98 nel 2020, 124 nel 2021 e 165 nel 2022. Il totale del 2022, 568 gol interni contro 403 esterni, corrisponde al margine medio di +0.54. Nel 2023 il divario era di 121 e nel 2024 di 41, con 500 gol delle squadre di casa e 459 delle squadre ospiti.

Queste cifre mostrano perché quote degli esiti e margini vadano mantenuti insieme. Due stagioni possono avere percentuali di vittorie interne simili, mentre le loro differenze nel punteggio variano. Al contrario, un margine ridotto può coesistere con molte vittorie interne se queste sono di misura e i pareggi o le vittorie esterne completano le partite rimanenti.

La matrice degli esiti dietro il titolo

Ogni stagione può essere letta come una ripartizione in tre parti delle stesse 306 partite. Nel 2015 la ripartizione era di 135 vittorie interne, 71 pareggi e 100 vittorie esterne. Nel 2016 si è spostata nettamente verso le vittorie interne, con 150, 74 e 82. Nel 2017 e nel 2018 i totali interni si sono stabilizzati a 139 e 138, mentre le vittorie esterne erano 84 e 95.

La riga del 2019 è il controesempio più chiaro a una semplice narrazione centrata sulla squadra di casa: 123 vittorie interne, 68 pareggi e 115 vittorie esterne. Le vittorie interne erano ancora in testa di otto, ma quelle esterne erano soltanto otto dietro. La differenza reti media di +0.11 dice la stessa cosa in una misura continua: la tipica squadra di casa era avanti solo di poco.

Il 2020 ha ripristinato una quota interna più ampia, ma il 2021 e il 2022 l'hanno ripristinata in modo più deciso. La ripartizione del 2022, con 145 vittorie interne, 75 pareggi e 86 vittorie esterne, ha prodotto il margine medio più ampio della tabella. È la stagione che più ricorda un classico anno di vantaggio casalingo, eppure è seguita dal 2023 e dal 2024, quando l'equilibrio è tornato a spostarsi verso le squadre ospiti.

Nel 2024, 118 vittorie interne e 110 esterne lasciavano un divario di sole otto partite. I pareggi fornivano le 78 partite rimanenti. Il risultato non dice che le squadre di casa siano diventate neutrali; dice che le tre categorie di esito della competizione erano più ravvicinate rispetto al 2015. La storia degli estremi riguarda quindi il divario, non l'esistenza o l'assenza del vantaggio casalingo.

Il decennio nel complesso

Nell'intera finestra, la squadra di casa ha vinto il 44.2% delle partite, le squadre ospiti il 31.0% e i pareggi hanno rappresentato il 24.7%. L'aggregato appare ancora come un vantaggio casalingo convenzionale. Il cambiamento emerge mettendo a confronto la prima e l'ultima stagione: la quota interna è scesa di 5.6 punti percentuali, quella esterna è salita di 3.3 punti e quella dei pareggi di 2.3 punti.

I totali dei gol aggregati raccontano la stessa storia. Le squadre di casa hanno segnato 5,205 gol e quelle ospiti 4,145, una differenza di 1,060 gol in dieci stagioni. Si tratta di un margine medio di 0.35 gol sull'intera finestra, tra il +0.30 registrato nel 2015 e il +0.13 registrato nel 2024.

Nessuno di questi risultati descrittivi individua una causa. Stabilisce semplicemente che il divario tra gli esiti interni ed esterni era più ridotto alla fine del periodo rispetto all'inizio, con notevoli oscillazioni anno per anno nel mezzo.

Come leggere gli estremi

Le righe del 2015 e del 2024 sono utili come estremi di riferimento, ma nessuna delle due descrive da sola l'intero decennio. Nel 2015, il vantaggio di 35 partite delle vittorie interne su quelle esterne era accompagnato da un vantaggio casalingo di 92 gol. Nel 2024 quel vantaggio si era ridotto a otto partite e 41 gol. La direzione è la stessa in entrambe le misure, il che rende il confronto tra gli estremi più solido di ciascuna misura presa singolarmente.

Allo stesso tempo, le righe intermedie impediscono una storia lineare raccontata con eccessiva sicurezza. La stagione 2016 è stata il picco delle vittorie interne, con 150, mentre il 2022 è stato il picco del margine, con +0.54. Il 2019 è stato il picco delle vittorie esterne, con 115, e il minimo del margine, con +0.11. Sono picchi diversi, quindi il profilo del vantaggio casalingo della lega non può essere ridotto a una sola stagione "migliore" o "peggiore".

In termini pratici, i dati sostengono un'affermazione circoscritta: le squadre di casa hanno mantenuto un vantaggio aggregato positivo, mentre il divario tra gli esiti interni ed esterni era più ridotto nel 2024 rispetto al 2015. Non individuano il motivo di questo fenomeno e non implicano che ogni club abbia vissuto lo stesso andamento.

Limiti e metodo

  • Ambito: dieci stagioni completate dal 2015 al 2024, con 306 partite completate di stagione regolare per stagione.
  • Il vantaggio casalingo è descritto con le quote degli esiti e la differenza reti media della squadra di casa; non si tratta di una stima causale.
  • Le partite extra non di campionato sono escluse, così promozioni, retrocessioni e altri incontri speciali non alterano la base di riferimento.
  • Le percentuali sono arrotondate a un decimale e i margini a due decimali; l'audit conserva i conteggi grezzi.
  • Il quadro ufficiale della lega sostiene il contesto fisso di 34 giornate; gli esiti delle partite provengono da Xtra-Stats.

Fonte: dati Xtra-Stats, verificati rispetto a un calcolo indipendente degli esiti.